Il Cogal accende i riflettori sul pecorino

11 Settembre – Gazzetta del Sud

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud giorno 11 Settembre 2015.

Il pecorino del Monteporo è al centro di un’ importante manifestazione promossa dal Cogal. L’ente, guidato da Paolo Pileggi, continua la sua azione di promozione e valorizzazione del territorio.

 

Leggi tutto nel file in allegato: Gazzetta_del_Sud-11 settembre_2015

 

 

Eccellenze calabresi ad Expo

Servizio Tv

Servizio di Lacnews del 03 Agosto in collaborazione con Piero Muscari Comunicazione.

All’ Expo di Milano un’intera giornata dedicata alla promozione delle risorse ambientali e dei prodotti gastronomici del territorio rurale della provincia di Vibo Valentia. E’ l’ iniziativa promossa dal Cogal Monteporo Serre Vibonesi che ha coinvolto alcune aziende della provincia vibonese per presentare le eccellenze “Made in Vibo Valentia”.

 

 

Dalla Costa degli Dei ai sapori del Poro

I itinerario

Questo nostro breve viaggio incomincia dalla città capoluogo di provincia, Vibo Valentia, denominata originariamente Monteleone. La città è legata al dominio svevo di Federico II ed alla sua riorganizzazione del territorio in chiave militare e difensiva.

Nel 1501, il feudo di Monteleone venne venduto da Ferdinando d’Aragona alla famiglia Pignatelli che ottenne anche il privilegio di modificare e fortificare liberamente il castello della città. Il patrimonio storico della Città di Vibo Valentia annovera diversi siti storici importanti tra cui spicca il castello svevo – normanno costruito tra il 1055 ed il 1057 da Ruggero il normanno ed al cui interno è ubicato oggi il museo cittadino.

Il patrimonio storico/religioso di Vibo Valentia trova il suo cardine nel Duomo, dedicato a Santa Maria Maggiore e San Leoluca, patrono della città, un edificio del XVII secolo edificato su una pre-esistente chiesa bizantina del IX secolo.

Le tradizioni culturali della cittadina sono intimamente legate ai riti religiosi, come la settimana Santa che precede la domenica di Pasqua, in cui si susseguono riti e rappresentazioni sacre, che si concludono la domenica di Pasqua con “l’Affruntata”, rappresentazione drammatica dell’incontro tra il Cristo risorto e S. Giovanni con la Madonna Addolorata.

Tra i piatti tipici del capoluogo la pasta “fileja” ne fa da padrona. Questa pasta fresca viene preparata con un semplice impasto di farina di grano duro, lavorato a mano.

“I Fileja” si possono condire in vari modi per esempio con il sugo di pomodoro fresco, eventualmente spolverati con una grattugiata di “Pecorino del Monte Poro”, con i funghi porcini o nel modo più tradizionale con la “nduja” di Spilinga.

Vibo è sede di hotel, pensioni e ristoranti dislocati nel centro cittadino. A Vibo Marina sono inoltre presenti rinomati ristoranti specializzati nella cucina a base di pesce fresco.

Lasciamo Vibo per incamminarci, verso il mare, proseguendo lungo la statale 522 che ci porterà alla “Costa degli Dei”.

Ed ecco Briatico dove, tra le scogliere, si scorge la “Rocchetta”, Torre di guardia eretta per la difesa dalle incursioni saracene in riva al mare. La sua funzione era di difendere anche le industrie di cui era dotato il territorio come le fabbriche del vetro e del sapone nonché i mulini feudali, che allora servivano tutta la zona, per la macinazione del grano e di altri cereali.

Particolare è la forma rettangolare che si contraddistingue dalle altre torri poste lungo il litorale che hanno tutte forme circolari o quadrate. Inoltre inusuale sembra la posizione posta a ridosso del litorale e non all’interno della costa sulle alture come sono ubicate le altre torri costiere.

Attraversando l’area costiera e proseguendo sulla SS. 522, veniamo catturati da panorami mozzafiato e paesaggi ameni che si susseguono come ad invitare ad un paradiso terreno, una dopo l’altra scorrono le spiagge più rinomate: Zambrone, che si caratterizza per la varietà della sua costa frastagliata ricca di calette rocciose e da tratti di spiaggia a sabbia fine e bianca.

Parghelia, punteggiata da scogli ed orlata dalla scogliera della Pizzuta, coi tipici pinnacoli granitici che si ergono dalle acque del mare. E siamo a Tropea, la cui spiaggia è stata classificata dal The Sunday Times come una delle località più belle al mondo.

Più volte nel corso degli anni il mare di questa cittadina ha ricevuto le 5 Vele. La spiaggia è sabbiosa e bianchissima,il mare turchese e cristallino, i suoi fondali digradanti visibili anche a notevoli profondità per la straordinaria trasparenza dell’acqua.

Ad una estremità del litorale sorge lo scoglio di Santa Maria dell’Isola, in cima al quale si trova il santuario di origine medioevale, con inflessioni bizantine, oramai icona e simbolo di Tropea in tutto il mondo. La chiesetta è sede di una statua della madonna di origine settecentesca ed insieme al palazzo Galluppi costituisce uno dei cespiti dell’ampio patrimonio storico e architettonico della cittadina.

Tropea è anche sinonimo di tipicità agroalimentare; prende infatti il nome da questa rigogliosa terra la cipolla rossa I.G.P.

I caratteri peculiari che contraddistinguono la cipolla Rossa di Tropea sono: il colore rosso vivoviolaceo delle tuniche, le dimensioni medio-grandi del bulbo, la spiccata precocità e le particolari caratteristiche organolettiche (tenerezza, dolcezza e consistenza croccante). Assai diffusa è inoltre la credenza che attribuisce a questo ortaggio straordinari poteri afrodisiaci.

Circa due chilometri a sud da Tropea, incontriamo le baie di Ricadi (Riaci, Tono, Capo Vaticano, Scalea di Ricadi) contraddistinte da spiaggia ampia con sabbie bianche e dominate da scogliere di origine calcaree ricche di vegetazione mediterranea. Il mare è di un colore turchese molto intenso, cristallino, i fondali sono in prevalenza sabbiosi e ricchi di pesci.

Lo Scoglio Grande, che emerge dalle acque a pochi passi dalla riva, rende unico il paesaggio di questa zona, «sabbia bianca e di scaglie nere di rocce che la forano, le alghe di varie specie che l’adornano, formando in certi punti come delle praterie pelagiche, ove pascolano tutti gli esseri viventi che la abitano (…). Bisogna aver visto questo spettacolo, sconosciuto nei nostri mari selvaggi, foschi e brumosi, per formarsi un’idea della gaiezza che può dare agli occhi la brulicante popolazione dei piccoli animali marini» (François Lenormant).

Lungo la costa vibonese, si incontrano ancora località amene e bellissime, come le frastagliate spiagge di Ioppolo, Coccorino e Coccorinello, e ci si immerge in siti ricchi di tradizioni e storia, come la bella Nicotera, con la sua cattedrale, i suoi musei ed il castello normanno fatto edificare da Roberto il Guiscardo nel corso del XI secolo. Ma è tempo di lasciare il mare per scoprire le meraviglie dell’altopiano del Poro.

Man mano che si percorre la strada provinciale n. 22 che da Ricadi ci porta nell’entroterra, la vegetazione si colora di un verde intenso e la natura mostra il suo volto rurale. Prima di giungere sull’altopiano incontriamo il paese di Spilinga, oramai famoso in tutto il mondo in quanto area d’origine della ‘nduja. La ‘nduja è un tipico insaccato le cui caratteristiche principali sono date dalla accentuata spalmabilità e dal sapore piccante (non aggressivo, quasi dolce). L’origine più accreditata della denominazione ‘nduja si fa risalire alla dominazione francese; infatti pare che un salame molto simile denominato “andouille” sia stato introdotto dal Vicerè di Napoli Gioacchino Murat tra il 1806 e il 1815.

In questa area si ottiene la migliore qualità dell’insaccato determinata dalle eccellenti condizioni climatiche in cui avviene la stagionatura e dai tradizionali metodi di lavorazione, imitati in tutto il mondo ma tuttora ineguagliati.

Si giunge così Sul promontorio del Poro, il cuore rurale della provincia vibonese, posto a circa 700 metri di altezza s.l.m., e rappresentato da pascoli e prati semipianeggianti, dove sono possibili attività di trekking e lunghe passeggiate.

Pecorino del Poro

Proprio nell’areale dell’altopiano del poro viene prodotto uno dei principali formaggi tipici della provincia di Vibo Valentia, il “pecorino del Poro” considerato tra i migliori prodotti caseari dell’Italia meridionale.

Questo formaggio è ottenuto dalla lavorazione di latte ovino al quale viene somministrato caglio di origine naturale, il tutto secondo una ricetta tradizionale gelosamente custodita e tramandata di generazione in generazione, che determina una produzione particolare per gusto e aroma.

Il pecorino semi-stagionato si consuma generalmente a fette o negli antipasti. Le forme più stagionate si possono invece gustare a scaglie o semplicemente come grana da grattugia per esaltare i primi piatti. Sul promontorio del poro e nei paesi limitrofi si può assaggiare una variegata offerta di piatti tradizionali a base dei prodotti che abbiamo sin qui incontrato ma anche di tante altre produzioni da scoprire ( peperoncino rosso del Poro, fagiolo di Caria, carni di agnello, ricotta del Poro e tante altre prelibatezze nostrane).

Lungo questo nostro percorso, tanti sono ancora i siti da visitare ed i piatti da assaggiare. Lasciamo però che la curiosità prenda il sopravvento e che siano i buoni sapori e le antiche tradizioni a guidare i nostri ospiti al prossimo posto da scoprire.

A lavoro per favorire lo sviluppo rurale

Dare un valore aggiunto ai territori che stanno attuando i programmi di sviluppo rurale finanziati dall’apposito regolamento comunitario.

E’ con questo obbiettivo che si è svolto in Grecia ,e precisamente a Corfù, l’incontro tra i partner che ha dato vita alla fase attuativa del progetto di cooperazione transnazionale “Rete itinerari gastronomici e cultura del gusto” rientrante nella programmazione 2007-2013 nell’ambito dell’asse IV “ Approccio leader” di cui il Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi è capofila.

Apri l’allegato: calabriaora_4_maggio_2011

06 Marzo 2015

Incontro con i comuni dell’area del Monteporo

Co. G. A. L. Monteporo Serre Vibonesi

amministrazione provinciale di Vibo Valentia

presenta

Incontro con i comuni dell’area del Monteporo della provincia vibonese – Venerdi’ 6 marzo 2015 alle ore 11.00

presso la sala consiliare del comune di Rombiolo

Programmazione 2014 – 2020 – Le linee d’intervento, gli obiettivi tematici e le schede degli interventi

A questo incontro parteciperanno i comuni dell’area del Monteporo della provincia vibonese: Francavilla Angitola, Filogaso, Drapia, Ionadi, Limbadi, Maierato, Mileto, Monterosso Calabro, Polia, Rombiolo, San Calogero, San Costantino Calabro, San Gregorio D’Ippona, Filandari, Spilinga, Sant’Onofrio, Stefanaconi, Zaccanopoli e Zungri.

In allegato la Locandina dell’ incontro.

locandina_incontro_comuni_area_monteporo

 

 

04 Marzo 2015

Incontro con i comuni dell’area collinare

Co. G. A. L. Monteporo Serre Vibonesi amministrazione provinciale di Vibo Valentia

 presenta:

Incontro con i comuni dell’area collinare – montana della Provincia Vibonese

mercoledi’ 4 marzo 2015 alle ore 11.00

presso la sede del Parco Naturale Regionale delle Serre – Serra San Bruno

Programmazione 2014 – 2020 le linee d’intervento, gli obiettivi tematici e le schede degli interventi.

A questo incontro parteciperanno i comuni

dell’area collinare – montana della Provincia:

Acquaro, Arena, Brognaturo, Capistrano, Dasa’, Dinami, Fabrizia, Gerocarne, Mongiana, Nardosdipace, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Simbario, Soriano Calabro, Sorianello, Spadola, Vazzano e Vallelonga.

In allegato la Locandina dell’ incontro.

locandina_incontro_comuni_area_collinare_montana

 

 

Cogalmonteporo.net

Il CO.G.A.L. Monte Poro-Serre Vibonesi è una Società Cooperativa a r.l. costituita il 16 Novembre 1994 con l’obbiettivo di animare, assistere e sostenere lo sviluppo dell’area conosciuta come Monte Poro in provincia di Vibo Valentia. Il gruppo promotore dell’iniziativa riunisce le Organizzazioni Professionali Agricole, le imprese e le cooperative locali dei diversi settori produttivi, gli enti pubblici e i comuni dell’area di riferimento.
Il Consorzio è aperto a tutti i soggetti che in futuro vorranno aderire all’iniziativa.

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